Los Purificados
Roma, dal 3 maggio al primo giugno.
Un giorno, interpretato da 24 fotografi. 48 ritratti di un quotidiano perfetto, attraversando ore, luoghi e stati d’animo. Il risveglio, il lavoro, il viaggio, il piacere, il cibo, l’odore del sesso, il gioco, il mercato, il lusso dell’ozio, il sonno.
Il giorno perfetto che si racconta è l’adesività del reale: come carta adesiva, il reale riCopre e plasma la perfezione sognata. Puoi voltare lo sguardo, ma non puoi non vedere. La perfezione che si anela è l’assenza del conflitto, ma lo sguardo del fotografo ne riconosce l’immanenza nel quotidiano. Contemporaneità e storicismo convivono nella diversità stilistica e tecnica degli autori.
Lo sguardo non è inerte. Lo sguardo racconta il tempo: un tempo presente e un tempo passato. Un tempo continuo e condiviso (il tempo del lavoro e del convivio), ma anche un tempo interno e lontano, un tempo inconscio, che si esplicita nella ricerca di allegorie che possano dare voce alle memorie dell’infanzia.
Lo sguardo non interpreta, lo sguardo riflette. Lo sguardo abita lo spazio.
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