Anne e Patrick Poirier
La grande installazione di specchio progettata da Anne e Patrick Poirier per il festivalfilosofia e l'Atrio del Palazzo dei Musei sviluppa la linea di lavoro di opere recenti come La casa della memoria (2005) e La fabbrica della memoria (2006).
La base della costruzione architettonica riprende nella sua geometria ellittica la forma del cervello e si sviluppa in altezza con otto pannelli specchianti verso l'interno e verso l'esterno a formare una stanza dell'interiorità.
Parole e frasi incise sulle pareti a specchio articolano le azioni e reazioni della mente - pensieri significati sogni immaginazioni - e il continuo lavoro della memoria che cancella e conserva, imita e ricostruisce.
I pannelli esterni, soglia riflettente della coscienza, includono nel paesaggio mentale gli immobili frammenti archeologici sistemati nell'Atrio - sarcofagi statue steli colonne - e le figure passanti del presente, facendole convergere come citazioni sparse verso la stanza interiore dove ricompaiono articolate come tracce incise di una biblioteca mentale e qui si riconfigurano e rimbalzano lungo le inesauribili traiettorie della riflessione.
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